ALBOR è uno studio performativo ispirato alle opere e alla figura di Federico Garçia Lorca.
Nasce dal desiderio di fondere lo studio sul movimento e le tecniche di animazione applicate a materiali semplici come la carta e la stoffa che vengono sperimentati in diverse possibilità sceniche e sonore.
Nel primo movimento la carta è presentata in diversi stadi di lavorazione e diventa maschera, icona, fantoccio.
Le stoffe bianche del secondo movimento delineano e trasformano lo spazio scenico e diventano di volta in volta oggetti, abiti e schermi ombratili.
Albor è pensato per luoghi non convenzionali (stanze, cortili, spazi naturali…)ed è di carattere itinerante. La ricerca parte dal luogo in cui viene ospitato, adattandovisi e cogliendone le suggestioni.
Può essere rappresentato anche in spazi privati, intendendolo come un progetto di investigazione sull'anima dei luoghi, di scambio con le persone che vi abitano, di ricerca della bellezza che vive nel cuore delle case, dei palazzi, dei cortili, delle calli, dei giardini. È il desiderio di entrare in punta di piedi in una stanza e rendersi custodi di segreti che premono per uscire.